Titolo Proprio: Airone cinerino maggiore (Ardea Cinerea maior)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A III.108
Collocazione: p. 378
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F37(HERON)
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 29 x 16
Tag: uccello, airone, maior, Arato di Soli

Descrizione:

Alle gru seguono gli aironi, anch'essi uccelli acquatici dalle alte zampe e dal lungo becco, la cui caccia è molto praticata soprattutto dai nobili francesi, fiamminghi e inglesi che considerano la loro carne una vera prelibatezza. Caratteristiche comuni a tutte le specie di aironi sono il becco lungo e robusto ma acuto all'estremità, adatto ad afferrare i pesci; zampe e collo sono molto lunghi, quest'ultimo più ripiegato rispetto alle cicogne e alle gru alle quali per il resto somigliano molto. L'airone cinerino qui rappresentato è descritto da Belon come più piccolo di gru e cicogne, cosa che Aldrovandi contesta; lo descrive con il becco giallo, lungo, robusto e grosso presso la fronte che si assottiglia gradualmente fino a terminare come un grande ago. La pupilla degli occhi è nera e circondata da un'iride gialla. Il collo, il dorso e le ali, fatta eccezione per le penne remiganti maggiori, così come la coda, sono di colore grigio-biancastro. Il capo è grande e ornato da un ciuffo grigio formato da penne più morbide e più lunghe; le penne sotto il ciuffo sono anch'esse grigio-biancastre ma tendenti all'azzurro; dietro gli occhi e sul mento, invece, il piumaggio è bianco. Le zampe e le dita dei piedi sono brune, unite da una piccola membrana interdigitale, mentre gli artigli sono neri.
Aldrovandi tratta a lungo i presagi, gli auspici e il valore simbolico dell'airone, raccogliendo testimonianze di autori greci e latini, intrecciando osservazione naturalistica, meteorologia popolare, ornitomanzia antica e tradizione simbolica. L'airone predice soprattutto gli eventi atmosferici: ad esempio è ritenuto di buon auspicio per i pescatori in mare. Più che dall'osservazione diretta, molti dei presagi riportati derivano comunque dalle opere del greco Arato di Soli e dai suoi commentatori.

Note:

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Bibliografia:

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